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1 settembre 2015
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Due figli unici

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Quando chiedevano a Bruno se avesse dei figli lui rispondeva di avere due figli unici, io che scrivo sono Valentina, la sua prima figlia unica, frutto del suo primo matrimonio con Silvana finito molto presto.

Nei quarant’ anni della nostra vita di padre e figlia siamo stati fisicamente insieme molto poco tempo, quando io ero in Italia lui era in Francia, eccetto due anni che andai a vivere a Parigi, e quando lui torno’ in Italia dopo poco tempo io partii per la Grecia…

Che non vivessimo insieme però non vuol dire che non fosse presente, i nostri pochi momenti sempre intensi e sostanziali, pieni di coccole e conversazione. Non perdeva mai l’ occasione per un incontro esclusivo, anche di poche ore tra un volo e l’altro. Parlavamo a lungo al telefono, delle nostre vite e degli sviluppi politici internazionali anche scontrandoci e spesso sgretolava le mie utopie con un crudo e fondato realismo.

Bruno, morendo, non mi e’ mancato nella vita quotidiana, non ne avevamo; eppure mi manca tanto mio padre: la certezza di trovare un abbraccio consolatore e la soluzione di un problema, una porta sempre aperta in una casa che ho sempre considerato casa mia e di cui conoscevo ogni angolo. Mi manca Bruno con cui avremmo parlato della primavera araba, del fondamentalismo islamico, della crisi greca che sto vivendo sulla mia pelle, della situazione in Medio Oriente e dei profughi, della politica europea e mondiale.

Nelle ultime settimane, in occasione dell’ inaugurazione della biblioteca e dell’ evento “Dietro le Quinte del Mediterraneo”, ho spulciato il suo archivio, che come i suoi libri era rimasto chiuso dentro degli scatoloni in un magazzino. E’ stato sorprendente constatare, ad esempio, come avesse individuato con molti anni di anticipo gli aspetti sociali e politici del mondo islamico che avrebbero creato l’ attuale status quo o come i profughi indipendentemente dalla loro provenienza vivano sempre la stessa tragedia.

Mi sono impegnata a raccogliere e digitalizzare alcuni suoi articoli relativi alla tematica dell’ evento, la missione è stata compiuta . E’ il solo modo che avessi per partecipare a quest’ iniziativa dato che la distanza e gli impegni non mi permettono di viaggiare a Stromboli, ma d’altra parte tra me e Bruno la presenza fisica non e’ mai stata un presupposto per poter comunicare ed amarci.

In realta’ mi dispiace moltissimo di non poter essere anch’ io li a Stromboli con Jacopo e con tutti gli altri.

Sono però davvero contenta che il desiderio di Bruno che questo patrimonio di libri venisse valorizzato sia diventato una realta’ e che non si tratti di una semplice donazione ma di un brillante e ambizioso progetto, di bel un regalo per Stromboli che lui amava così tanto.

A questo punto, concludendo, voglio ringraziare tutti voi che avete lavorato per la realizzazione di questo progetto, a che ne sappia, con entusiasmo, zelo e generosità ed augurare il successo dell’evento che cercerò di seguire quanto possibile tramite il web, presente col cuore e con la mente dietro ad una delle “quinte” del Mediterraneo.

Un saluto a tutti!

1 Comment

  1. Jacopo scrive:

    grazie sorella unica! abbiamo letto alcuni estratti degli articoli di Bruno per introdurre due serate della Rassegna 2015: quella relativa all’islam radicale e quella dedicata ai migranti.
    Tutti gli articoli che hai inviato verranno inoltre pubblicati a breve in questo blog.
    ciao!

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